VITERBO

LA  Quercia, Bagnaia, Grotte S.Stefano, Fastello,

Monte Calvello, Roccalvecce, S.Martino, Tobia

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Miracoli e grazie

operati da Dio

per intercessione

della

Madonna della Quercia

in favore degli abitanti

di

V I T E R B O,

La Quercia,Bagnaia,Grotte S.Stefano,Fastello, Montecalvello,Roccalvecce,S.Martino,Tobia

tratti da ex voto,

manoscritti e libri

secoli XV-XIX


 

 

 

 

 

 

INTRODUZIONE

 

Era consuetudine, a partire dal 1571, dare alle stampe quasi ogni 10-20 anni  i racconti dei miracoli e delle grazie operati da Dio per intercessione della Beatissima Vergine venerata come Madonna della Quercia.

I libri, di solito, erano scritti dai sacrestani maggiori della Basilica della Quercia, testimoni  dei racconti che i devoti di Maria facevano nel momento che venivano a ringraziarla nel suo santuario per il  miracolo ricevuto.

Quest’opera di divulgazione e testimonianza si è interrotta con l’ultimo libro scritto dal domenicano francese padre  M.Chery nel 1869.

Ho voluto riprendere tale consuetudine iniziando a  raccontare i miracoli e le grazie ricevuti dagli abitanti di Roma, centro spirituale della nostra Fede e come omaggio all’unica confraternita ancora esistente dedicata alla Madonna della Quercia: la Confraternita della Madonna della Quercia dei Macellai di Roma.

Poi sono passato a raccontare  i miracoli che la Madonna ha fatto a persone residenti in altre zone d’Italia.

Questa raccolta è dedicata a VITERBO e  ai suoi abitanti che  per primi hanno provato l’amore che la Vergina Santissima  nutre verso di noi, suoi figli.

E’ dedicata a tutti coloro che hanno provato la mistica  dolcezza  della  Madonna della Quercia, accanto alla quale molti  spesso si sono fermati a chiedere aiuto , con la speranza, anzi la certezza che rivolgeranno ancora  a Gesù e alla Madre celeste le loro preghiere  per  tutta la comunità dei devoti di Maria.

Le storie sono riportate così come sono state scritte all’epoca, volendo evidenziare la storicità del fatto e la freschezza, talvolta l’ingenuità, dei racconti.

Come gli autori di una volta, anch’io ho voluto essere solamente il testimone dell’accaduto, desiderando riaffermare ciò in cui credo fermamente:

Maria, madre di Dio e madre nostra non ci lascia né ci lascerà mai soli.

Per rafforzare tale concetto voglio riportare le parole del grande poeta Dante Alighieri che nel XXXIII canto del paradiso fa dire a san Bernardo:

 

Vergine madre, figlia del tuo figlio

umile ed alta più che creatura,

termine fisso d’eterno consiglio,

tu se’ colei che l’umana natura

nobilitasti sì che ‘l suo fattore

non disdegnò di farsi sua fattura.

Nel ventre tuo si raccese l’amore

per lo cui caldo ne l’eterna pace

così è germinato questo fiore.

Qui se’ a noi meridiana face

di caritade, e giuso, intra i mortali,

se’ di speranza fontana vivace.

Donna se’ tanto grande e tanto vali,

che qual vuol grazia ed a te non ricorre

sua desianza vuol volar senz’ali.

La tua benignità non pur soccorre

a chi domanda, ma molte fiate

liberamente al dimandar precorre.

In te misericordia, in te pietate,

in te magnificenza, in te s’aduna

quantunque in creatura è di bontade.

 

Gianfranco Ciprini

 

 

 

La Quercia 12 settembre 2010

Festa della Madonna della Quercia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

INIZIO DEVOZIONE

1417

 

 

 

"Anno Domini 14671 mense augusti die quinta decima F.Thoma[sius] Ban[donius].

Nel campo Gratiano sopra una Quercia fu posta una tegola dipintavi dentro una Madonna acciò che li viandanti portassero rispetto al luogo per li continui amazzamenti e latrocini che si facevano".

 

1) Prima di "1467" originariamente è stato scritto "1619" la data dell’acquerello.

 

 

  

 

 

 

 

 

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Acquerello di Vincenzo Panicale - 1619-

Tratto dal “Libro dei Miracoli” p.8  Bibl. Besso Roma

 

Vedi anche: Cronica di Anzillotto viterbese,a cura di F. Cristofori, p. 144; ms. 113, c. l; ms. Bandoni, c. 6; Bandoni 1628,p. 9; Malanotte 1666, p. 2; Chery 1869, p. 1 l; la scena è dipinta nella Sala della Madonna dei Palazzo dei Priori di Viterbo.

 

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Battista Juzzanti  venera l’Immagine    1417- Affresco palazzo Comunale Viterbo , sala Madonna della Quercia  sec. XVI

 

 


 

 

 

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Niccolò della Tuccia Codice Riccardiano,1941 f 67r - Firenze

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Le note e le osservazioni sono del prof.Giuseppe Lombardi

 


 

 

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


A.S.M.Q.  vol.113 c.1 fra Vittorio d’Arezzo 1576

 

 

 

Al  nome sia de Dio et della Gloriosa Vergine Maria, protetrice di questa santa casa et di tutti i santi et sante della celestial corte.

In questo libro si scriverano le cose più notabili et ricordi apartenenti alla chiesa et sagrestia di Santa Maria della Quercia di Viterbo

 

In prima, Ricordo come questo nostro luogo dove è hora la chiesa et convento si chiamava il campo gratiano et era luogo incolto et selvatico et boschareccio, in quel tempo si trovava in Viterbo uno certo Mastro Batista Magnano molto timorato de Iddio et devoto della gloriosa Vergine Maria il quale lanno 1417 fece dipingere in uno tegolo di quelli si cuoprono i tetti una inmagine della gloriosissima Vergine Maria con il suo figlio in collo, a un certo pittore detto per nome suo proprio Monetto et a comune e publica devotione detto mastro Batista portò tale inmagine gloriosa in un luogo detto e chiamato  tra le vigne, et quivi nella publica strada apese a una quercia dove era insiemi una vite salvatica, et risguardava nella via publica et questo è il luogo proprio et la medesima figura che hoggi si vede et da cristiani dell’uno e laltro sexo debitamente si honora. Quantunque detta gloriosa inmagine stessi da che vi fu portata quasi incognita presso a cinquanta anni  perché altri non l’adorava se non certe donnicciole che quivi passavono è ben vero che l’albero stesso quale reggeva un tanto glorioso thesoro preciosissimo quanto li fu possibile concesso dalla natura imperò che inchinando et restringendo et  [c.1v] racogliendo insiemi i suoi rami li fece uno bellissimo et naturale tabernaculo maraviglioso ali occhi de i risguardanti a tal che oltre la gratia e devotione che gettava la benedetta inmagine si agiungeva ancora il maraviglioso artifitio naturale dello ornamento  che faceva la quercia.

 

 

 
 

 

 

 


 

 

 

 

 


 

 

1417 inizio devozione Nelli cc. 9 e 10

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Alcuni passanti si fermano a venerare la Madonna  chiamata  “ della Cerqua”

Affresco palazzo Comunale Viterbo , sala Madonna della Quercia  sec. XVI

 

 

“Tra Viterbo e Bagnaia c’è un TESORO”

PIER DOMENICO ALBERTI

Eremita di Monte S.Angelo

1450

 

 "Uno heremita molto tempo avanti che la Madonna mostrasse miracoli disse che in questo Campo Gratiano v'era un tezoro onde molti cavando in in più luoghi non trovando nulla querelansi del detto heremita, li manifestò che il tezoro stava sopra la Quercia. Il nome del qual romito era Pier Domenico Alberti senese e di santa vita e per arricchire il suo romitorio e Chiesa la prese portandola via ma subito la Santissima Vergine riannò al suo primo luogo del che accortosi il romito perciò si mosse poi a dire quanto di sopra si è detto".

 

F. Albertus a Navi Superior , Lector scribebat

                                                                                                           

 

 

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Acquerello di Vincenzo Panicale - 1619-

Tratto dal “Libro dei Miracoli” p.10 Bibl. Besso Roma

 

 

Vedi anche : Nelli 1571 c.9 ; ms. Bandoni, c. 6; Bandoni 1628, p. 10; Peroni 1685, p. 9; Borza hi 1696, p. 9; Torelli 1793, p. 3; Chery 1869, p. 14.

Il miracolo è dipinto nella lunetta n. 1 del Chiostro dalla Cisterna.

 

 

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


                                                                                                        Nelli  p.9                                                                    Torelli 1725  p.3

 

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


                                                                                                  Pierdomenico Alberti, Chiostro della Cisterna , affresco 1630

 

 

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Res Historicae, G.A.Manelli 1711 ms., A.G.O.P. vol. XI9500 c.2

 

Nell’anno sudetto(1447) dimorava in un romitorio situato in um monte distante un miglio dalla Quercia chiamato S.Angelo dalla chiesa dedicata a gloria di Dio et dell’Arcangelo S.Michele un santo Romito senese detto Pier Domenico Alberti.  Questo illuminato da Dio conoscendo il tesoro che rendeva conspicua detta selva, lo rapì per arricchire la sua chiesa e se medesimo di virtù.

La Beatissima Vergine però che havea determinato render celebre  la fortunata quercia, e quivi dispensare al mondo tutto miracoli e gratie, fece che  ben presto ritornasse invisibilmente ad appendersi nel primiero luogo la miracolosa imagine. Conosciuti per tal miracolo dal santo romito i desideri del Cielo, non ardì più di toccarla, ma prostrato alle radici dell’albero, non potea satiarsi di prestare ossequij alla gran Vergine Madre avanti questo suo prodigioso ritratto. Accendevasi ogni giorno più il di lui spirito di devoti affetti; ne potendo più racchiudere il santo fuoco , andava dicendo” fra Viterbo e Bagnaia nella pubblica strada vi è un gran tesoro” . Non voleva l’huomo do Dio per humiltà dire di vantaggio; ma benchè fuggesse gli applausi del mondo, era non di meno  in tanto credito che molti prestaron fede alle sue parole; credendosi però che verificarsi dovessero del tesoro materiale d’oro  e d’argento si posero a scavare in più luoghi di detta strada. Ciò veduto dal sant’huomo , non potendo tolerare il danno del prossimo gli disse finalmente che ogni loro fatica era vana, stante che il gran tesoro era l’immagine della Madonna santissima che stava sopra la quercia.

 

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


La Chiesola di S.Angelo

 

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


L’Eremo di Pierdomenico Alberti , esterno ed interno , nei pressi di Campo S.Pietro ai piedi della Palanzana

 

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


“La chiesola” in alto a destra  , Affresco Palazzina Gambara , particolare

 

 

 

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Bandoni 1628 p.10

 

 

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Bandoni 1631 p.III

 

 

…da questo s’è presa la devozione d’andare al Monte S. Angelo tutte le feste di Maggio , poiché in quel mese tolse il devoto Romito la Madonna, e da se medesima ritornò sopra la Quercia, et ogni giorno cresce la devozione , e concorso alla gloriosa Madonna.

 

 

 

 

 

 

 

BARTOLOMEA – 1465 ?-

 

 

“Madonna Bartolomea Viterbese molto devota verso questa santa imagine pensò far un pio furto e levatola dall'albero portorsella a casa ma la mattina seguente andata nell'Oratorio ove posta l'haveva per farvi oratione non la ritrovò onde subito portosi con ogni diligenza a cercarla, la ritrovò alla cerqua pendente come prima e ripigliandola la seconda volta la riporto a casa e dentro la cassa reserrolla a chiave ma il tutto invano poscia che miracolosamente ritornò al suo luogo".

F. Albertus a Navi lector et superior scribebat 7 octbris 1659

 

 

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Acquerello di Vincenzo Panicale - 1619-

Tratto dal “Libro dei Miracoli” p.12  Bibl. Besso Roma

 

 

Vedi anche : Nelli 1571, c. 10; A.S.M.Q. Vol. ms. 113, c. 17; ms. Bandoni, c. 7; Bandoni 1628, p. I I; Malanotte 1666, p. 10; Peroni 1685, p. 10; Borzacchi 1696, p. 9; Torelli 1793, . 3‑ Chery 1869, p. 17.

E anche la “Sala della  Madonna dei Palazzo dei Priori di Viterbo e nella lunetta n. 2 dei Chiostro della Cisterna.

 

Casella di testo:  Per il che una devotissima donna chiamata Bartolomea vi dimorava lunghissimo tempo tirata dalla devotione e vaghezza di tale inmagine , non si acorgendo lei propria della lungheza del tempo che vi dimorava et havendo frequentato questa devotione molti anni, accesa sempre più della devota figura non satia di vederla, pensò fare uno devoto et pietoso furto  et per poter meglio godersi tali delitie spirituali si risolvè portarsela a casa e così fece, dove la sera rinserata in camera con incredibile contento lungamente vi fece oratione. Andatosene a riposare , la gloriosa Vergine  miracolosamente se ne ritornò nel primo luogo. Dove destatosi la donna et con grandissima  allegrezza levatosi per fare oratione alla tanto amata inmagine non la ritrovò, onde restata fuora di se non sapeva  che si fare et pensando l’havessero levata i suoi di chasa si tacque, non sentendo a nessuno perlarne di chasa, se inmaginò quello  che era cioè che si fussi a casa, o al tabernacolo proprio da lei eletto ritornata miracolosamente, onde con prestezza se ne ritornò ai soliti negoci. Doppo non molto tempo di nuovo si asicurò portossi a casa tanto thesoro, et la benedetta Madre come prima se ne ritornò al luogho suo eletto.

 

A.S.M.Q.  vol.113 c.1v, fra Vittorio d’Arezzo 1576

 

 


 

 

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Bartolomea, viterbese, ruba la tegola che  miracolosamente ritorna sulla quercia

Affresco palazzo Comunale Viterbo , sala Madonna della Quercia  sec. XVI

 

 

 

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


1465 Bartolomea Nelli cc.10,10v,11

 

 

 


 

Pestilenza – estate 1467-

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


1417 Niccolò della Tuccia , Comunale Vit. copia Riccardiana pp.176,177

 

 

 

 
 

 

 

 

 

 

 


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1417  Niccolò della Tuccia Ciampi p.91

 

 

 

 

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 


1467 peste, fra Michele, 1509 c.1

 

Tunc temporis Viterbium civitas grandi pestilentia laborabat et gratia beatissime Virginis ad nihilum est redacta …

 

In quel tempo una grande pestilenza  aveva colpito la città di Viterbo e per l’intervento della Beatissima Vergine fu debellata …

 

 

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Agosto 1467 iniziano i pellegrinaggi spontanei ai piedi della quercia

Affresco palazzo Comunale Viterbo , sala Madonna della Quercia  sec. XVI

 

 

Permesso, dato dal Vescovo di Viterbo,

cardinal Pietro Gennari, il 26 agosto 1467, di costruire un  altare, ai piedi della quercia dove era stata collocata la Sacra Immagine di Maria

e di  celebrarvi la S.Messa

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


26 Agosto 1467, il Cardinal Pietro Gennari, vescovo di Viterbo, autorizza il culto alla Madonna della Quercia.

A.S.M.Q  rotolo pergamenaceo , a/13

 

 

In Nomine [Domini] amen. Anno Domini nostri Jesu Christi a nativitate eiusdem millesimo CCCLXVII, indictione XVa, pontificatus Sanctissimi in Christo Patris et Domini nostri Domini Pauli dignissimi pape Secundi , die vigesima sexta mensis augusti.

 

Universis et singulis hoc presens publicum instrumentum inspecturis pateat evidenter quod in presentia mei notarii et testium infrascriptorum ad hec spetialiter vocatorum habitorum et rogatorum.

Constituti personaliter coram reverendo patre et domino Domino Petro, Episcopo Viterbiensi et Tuscanensi, in loco infrascripto nobiles et egregii viri Nicola Tuscie, ser Christofanus Altubelli et ser Thomas ser Johannis Thomassi de numero magnificorum dominorum priorum inclite civitatis Viterbii, de consensu et voluntate aliorum dominorum priorum eorum collegarum, prout ipsi asserverunt, et  ser Dominicus infrascriptus fidem fecit.

Et vice et nomine Comunitatis Viterbii exposuerunt prefato Domino Episcopo cum sit notum ac notorium per totam civitatem Viterbii, etiam sue reverende paternitati et omnibus locis et terris circumstantibus qualiter nuper apud quamdam Imaginem Gloriose Virginis Marie in quadam arbore quercus appensam in tenimento Viterbii, in contrata Grazani prope dictam civitatem Viterbii, quod plura miracula evidenter visa sunt et quotidie ex ea videntur et in dies videri speratur, propterea que non tantum cives Viterbienses, sed etiam omnes et singuli convicini et Populi circumstantes maxima devotione ad ipsam Imaginem Gloriosam concurrunt, quapropter prefata Comunitas Viterbii intendit et maximo desiderio optat in loco predicto quandam ecclesiam et cappellam hedificari facere ad honorem et laudem Omnipotentis Dei et eius Sanctissime Matris Virginis Marie et ad perpetuam memoriam prefati Ymaginis.

Propterea prefati Domini Priores maxima instantia nomine dicte Comunitatis petierunt eisdem licentiam per prefatum Dominum Episcopum dari et concedi dictam ecclesiam et cappellam hedificandi et hedificari facendum cum auctoritate ibidem celebrandi missas et cetera alia spectantia ad divinum officium faciendi et super predictis auctoritatem interponere ad hoc ut dicere possit locus pius et ecclesiasticus.

Qui Dominus Episcopus prefatus, audita petitione facta per prefatos dominos priores, vice et nomine prefate Comunitatis Viterbii, fore et esse iustam et redumdare ad maximam devotionem populi civitatis Viterbii et aliorum circumstantium, prefatis Dominis Prioribus presentibus et recipientibus nomine Cominitatis predicte dictam ecclesiam et cappellam hedificandi et hedificari faciendi et ibidem ecclesiastica sacramenta ministrandi et conferendi hac missas celebrandi et omnia alia et singula faciendi et dicendi,

 

que spectant ad laudem Domini Nostri Iesu Christi et sue Matris Gloriose Virginis Marie et ad divinum officium sua auctoritate ordinaria licentiam omnimodam benigne et gratiose dedit atque concessit, ita quod amodo et deinceps locus ipse sit pius et ecclesiasticus et pro pio et ecclesiastico decrevit et haberi ac reputari voluit.

Super quibus omnibus et singulis prefatus Dominus Episcopus auctoritatem suam ordinariam interposuit et decretum rogantes me Notarum infrascriptum, una cum egregio viro Ser Dominico Ser Zacharie notario publico de Viterbio, ut predictis publicum conficeremus instrumentum.

Actum Viterbii in palatio episcopatus in cammera solite residentie prefati Domini Episcopi, presentibus Venerabilibus viris domino Bartolomeo Cole, domino Benedicto et domino Lodovico Iannis Veltri, canonicis ecclesie Sancti Laurentii viterbiensis et nobilibus viris Ser Iacobo Iohannis Nicolassi et Ser Leonardo Iacobi Iohannis Gaglardi de Viterbio, testibus ad predicta vocatis, habitis et rogatis.

Et ego Augustinus de Ciosis, presbitero viterbiensi, apostolica et imperiali auctoritate notarius et iudex ordinarius, predictis omnibus et singulis dum sic agerentur et fierent presens interfui et ea una cum prefato ser Dominico rogatus scribere et publicare scripsi et publicavi, signum quoque meum apposui consuetum .

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Signum mei Augustini Notarii predicti

 

+ Ego Bartholomeus Cole viterbiensis canonicus, testis ad predicta vocatus, habitus et rogatus que, ut premictuntur, fuerunt stipulata, ideo vera fuisse et esse confiteor et manu propria subscribo.

 

+ Ego Ludovicus Ioannis, canonicus viterbiensis, testis supra nominatus, quia predictis omnibus interfui, et ea omnia prout scripta sunt vera esse novi. Ideo ad maiorem fidem premissorum, me propria manu subscripsi.

 

+ Ego Benedictus  Cole canonicus viterbiensis et testis prenominatus, quia predictis omnibus interfui, vera fuisse et esse fateor et ideo me subscripsi

 


 

 

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


1417 30 agosto , Niccolò della Tuccia , Comunale Vit. copia Riccardiana pp.178,179

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


1417 , 30 agosto, Niccolò della Tuccia, Ciampi p.92

 

 

 

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


30 agosto 1467- 14 comunità  si recano in pellegrinaggio ai piedi della Madonna della Cerqua

Affresco palazzo Comunale Viterbo , sala Madonna della Quercia,  sec. XVI

 

 
 

 

 

 

 

 

 

 


30 agosto 1467- 14 comunità  si recano in pellegrinaggio ai piedi della Madonna della Cerqua.

ASMQ vol.113 c.2v ,fra Vittorio d’Arezzo, 1576

 

[ e tanto si sparse]  la fama per il Patrimonio di che in uno medesimo giorno del anno sopradetto  1467  [30 agosto] , vi concorsero quatordici comunità et furono queste Toschanella,Caprarola,CArbognano, Bassano[in Teverina] , Soriano, Civitella, Bagnaia, Buomarzo, Vetralla, Lugniano, Chanapina, Montefiascone, Vitorchiano, Ronciglione et molti altri circumvicini , et tutte queste comunità diedero 25 scudi per una, et in questo giorno fu stimato il concorso de populi arivossi al numero di quarantamila persone

 

 


 

CAVALIERE viterbese

Primi giorni settembre 1467

 

 

 

“Nel 1467 nel mese di settembre un certo homo viterbese fugendo da suoi nemici che assallito l'havevano s'imboscò nel'antica e folta selva vedendosi arrivato da persecutori temeva della vita e alzando gli occhi vidde sopra i rami d'una cerqua l'immagine di Maria alla quale raccomannossi... mentre quelli arivatolo col armi alla mano per ferirlo glielo rese invisibile per sottrarlo dalla loro crudeltà".

 

F. Albertus a Navi lector et superior scribebat.

17 octobris 1659

 

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Acquerello di Vincenzo Panicale - 1619-

Tratto dal “Libro dei Miracoli” p.14  Bibl. Besso Roma

 

Vedi anche : Nelli 157 1, c. 11; ms. Il 3, c. 2; ms. Bandoni, c. 8; Bandoni 1628, p. 13; Gallesi 1642, p. 9; Malanotte 1666, p. 1 l; Peroni 1685, p. 11, Borzacchi 1696, p. 9; Torelli 1793, p. 5; Chery 1869, p. 21.

Il miracolo è dipinto nella Sala della Madonna del Palazzo dei Priori di Viterbo, nella facciata posteriore dell'edicola del Bre­gno, nella lunetta n. 3 del Chiostro della Cisterna

 

 

Affresco palazzo Comunale Viterbo ,

Sala Madonna della Quercia  sec. XVI

 

Tempietto del Bregno.

Affresco di Michele Tosini 1570

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 


  

 

Casella di testo:

Casella di testo:

 

 

 

Primi giorni settembre 1467-  Un cavaliere viterbese è reso invisibile.

ASMQ vol.113 c.2 ,fra Vittorio d’Arezzo 1576

 

 

“…L’anno 1467 nel mese di settembre in questa maniera andò il caso. Questo povero homo haveva una grandissima moltitudine di nemici che del continuo lo cerchavono, ocorse che un giorno infra li altri fu visto da loro et con gran fretta il seguitorno per darli morte trovandosi solo et disarmato: per un pezzo si servì delle armi della gambe movendole con gran fretta fuggendo la rabbia de nemici . Al ultimo vinto si dalla stracchezza si ancora dalla vicinanza delli nemici che di gia l’havevono arivato: arivò alla felice quercia dove la Gloriosa Vergine si riposava, et alzando locchio a quella con tutto il cuore quanto più poteva se li racomandò lo volessi socorrere in tanto pericolo gettandosi in tutto nelle braccia della gloriosa madre; et gettandosi sotto la quercia si fermò: sopragiungendo i suoi nemici et considerando che non poteva essere passato in nanti si derno a cercare con ogni diligenza qui intorno, a tale che cercando nel proprio luogho dove stava  ascosto che quasi lo toccavono non poterno mai vederlo essendo coperto dal misericordioso manto di Maria Vergine. Havendo cercato e non trovato si partirno e questo homo trovandosi libero non ingrato del beneficio doppe le rese gratie a Maria Vergine se ne andò in Viterbo et con grandissima eficacia del dire cominciò a predicare questo miracolo publicamente, il che sentendo Bartolomea sopradetta li parve tempo di palesare i suoi doi furti che haveva fatto et come sempre per se stessa si era ritornata al solito luogo: et con tanta eficacia et luno e laltro publicorno tali miracoli che la comunità tutta di Viterbo si mosse a venire a vedere quello che havevono udito…”

 

 

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Primi giorni settembre 1467-  Un cavaliere viterbese è reso invisibile.

Affresco chiostro della cisterna sec. XVII

 

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


                                                                                                                     1467 cavaliere viterbese - Nelli cc.11v-13

 

 

 

 

PROCESSIONE 20 SETTEMBRE 1467

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Processione 20 settembre 1467

Affresco palazzo Comunale Viterbo , Sala della Madonna della Quercia  sec.XVI

 

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Processione 20 settembre 1467

Acquerello di Vincenzo Panicale - 1619

Tratto dal “Libro dei Miracoli” pp.17,18  Bibl. Besso Roma

 

 

 

 

 

 

 
 

 

 

 

 

 


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1417    20 settembre , Niccolò della Tuccia , Comunale Vit. Copia Riccardiana pp.180-182

 

 

 
 

 

 

 


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1467 20 settembre,  Niccolò della Tuccia,  Cristofori pp.146,147

 

 

 

 

 

 

 

 

 
 

 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

1467  La città di Viterbo si consacra alla Madonna della Quercia

Affresco chiostro della cisterna – Ludovico Nucci 1606

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Settembre 1467 , la prima cappellina di Tavole

Affresco palazzo Comunale Viterbo , Sala della Madonna della Quercia  sec.XVI

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Bandoni T., Scelta d'alcuni miracoli e gratie fatte dalla gran Signora Madre di Dio, detta e

nominata la Madonna della Cerqua di Viterbo, Viterbo, 1628 pp.7-9